1921-2021. Centenario della nascita

Un progetto articolato e in costante divenire, volto a preservare le opere e la memoria di Giulio Ruffini, uno dei più grandi artisti romagnoli, nella ricorrenza del centenario della sua nascita.

Ideato e promosso dall’Associazione Percorsi di Mezzano, dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna e dalla famiglia dell’artista, ha registrato via via l’adesione e la collaborazione di importanti istituzioni – a cominciare, fattivamente, dal Comune di Ravenna – del mondo imprenditoriale e associativo, di studiosi, collezionisti e appassionati.

Avviato nel 2019 con la ricerca e la raccolta dei dipinti e dei disegni autografi del maestro, con l’individuazione di quei lavori ancora sconosciuti alla critica e attualmente conservati in raccolte d’arte private, il progetto ha portato così alla ricostruzione e al completamento della biografia. E trova concretezza nel corso di quest’anno con l’allestimento di ben cinque mostre – a Bagnacavallo, Bologna, Rimini, Faenza e Ravenna – dove in ciascuna sede saranno approfonditi i diversi periodi della sua straordinaria produzione artistica, con la pubblicazione in cinque distinti volumi di quello che rappresenterà infine il catalogo completo delle opere del maestro.

Giulio era nostro socio onorario. Lo era anche se il suo atteggiamento, un po’ schivo e un po’ scontroso allo stesso tempo, lo portava a considerare questa nostra scelta, alla fine da lui accettata, incomprensibile o quantomeno ingiustificata. “Cosa ho fatto o faccio io per voi?” mi ha ripetuto più volte quando andavo a fargli visita per un bisogno, un consiglio, o rispondendo ad un suo invito. Lo trovavo sempre al lavoro perché quello era la sua vita. Ci metteva un po’ a scendere dal suo studio, un tempo scandito dall’interminabile suono del suo campanello. Ricordo sempre la prima volta quando, in attesa del suo arrivo, cercavo disperatamente di sbloccare il pulsante, convinto che si fosse inceppato per colpa mia. Mi riceveva quasi sempre vestito di quel suo grembiule che portava i segni del tempo trascorso nel suo mondo fatto di tempere e oli.  Con gli anni, di cose insieme ne abbiamo fatte diverse. Ma se abbiamo voluto ricordarlo e rendergli omaggio nell’anno del centenario dalla sua nascita, non è per quello che insieme abbiamo fatto, ma per quanto lui ha saputo fare per la nostra comunità in quanto artista. Per quello che ha saputo rappresentare con le sue opere: il suo amore per la nostra terra, la Romagna, per il lavoro, la democrazia e l’antifascismo, l’arte nella sua accezione più completa. Altri, meglio di me, ne caratterizzeranno negli scritti a seguire gli aspetti artistici; a me non  resta che ripetergli, ancora una volta: “Giulio, hai fatto molto per la nostra comunità, e questo è quello che conta”. 

Eliseo Dalla Vecchia
PERCORSI e Circolo ARCI Mezzano